Chi sostiene che nel nostro territorio la mafia non esiste si sbaglia. Nel Lazio gli immobili confiscati alla criminalità organizzata sono più di 645 e nella sola provincia di Roma 479, di cui 335 a Roma e 144 nel resto della provincia.

E Ladispoli? Anche nella città costiera ci sono sei beni confiscati alla criminalità organizzata. Nel dettaglio si tratta di cinque abitazioni, tra cui una villa, e un fabbricato. Di questi due risultano in gestione e quattro sono etichettati come “immobili destinati consegnati” con ente destinatario “ministeri”. I dati sono contenuti nel sito dell’ANBSC, l’Agenzia nazionale per l’Amministrazione e la destinazione dei Beni confiscati alla criminalità organizzata, che non ha voluto fornirci maggiori dettagli. I beni sequestrati alla mafia, grazie alla legge 109/96, devono essere destinati a un uso sociale e non devono essere rivenduti per evitare che, attraverso stratagemmi e manovre, possano tornare in mani mafiose.

Molti gli esempi di immobili sottratti alla criminalità e restituiti ai cittadini. A Roma decine di beni sono stati acquisiti dal Comune e da associazioni. Esemplare il caso dell’attuale Casa del Jazz creata nel 2002 in una villa Nel 2002 una villa da 10 milioni di euro in via di Porta Ardeatina. Apparteneva alla banda della Magliana, sequestrato a Enrico Nicoletti, ex cassiere del gruppo criminale.

Roma è la settima provincia in Italia per beni confiscati alle mafie, tra immobili e aziende, e il Lazio, nella stessa classifica, è la sesta regione.  A Ladispoli il sindaco era conoscenza solo di una villa a Marina di S. Nicola, appartenuta a esponenti vicini alla Banda della Magliana, sulla quale quasi dieci anni fa il Ministero aveva deciso di gestirla direttamente per i suoi servizi.

Dopo la segnalazione il sindaco Crescenzo Paliotta si è subito attivato inviando una lettera all’ANBSC per chiedere informazioni sui beni presenti nel comune.

 

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